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Una casa "geotermica" particolare Geotermia: sperimentazione “casalinga” per due giovani famiglie
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ven, 10 dic 2010

L'occasione della costruzione di una nuova casa era troppo favorevole per un geologo - titolare di Geo-Net, azienda che installa impianti di geotermia e che ha fondato il consorzio GeoHp assieme alle principali aziende specializzate in Italia - e per la moglie, ingegnere progettista e consulente energetico.
Per convincere l'altra proprietà dell'edificio bifamigliare è stato sufficiente il preventivo del gestore locale per l'allacciamento alla rete del gas presente a qualche centinaio di metri di distanza.
Ne è venuta fuori l'idea di una 'casa geotermica' completamente gas-free.
Il progetto dell'edificio (figura 1) - a cura dell'ing. Micaela Pastore - ha seguito criteri di bioedilizia e di risparmio energetico che hanno consentito di raggiungere la classe energetica B con costi di costruzione molto contenuti.
Il progetto termotecnico (fig. 2) - a cura dello Studio Sit di Imola - prevede che il fabbisogno energetico in termini di riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria delle due unità abitative (400 mq. complessivi) venga coperto mediante due pompe di calore geotermiche indipendenti, collegate ciascuna a 2 sonde geotermiche verticali da 100 m cadauna. Ogni pompa di calore geotermica installata - di marca Green Geo Tecnology, altra azienda del consorzio GeoHp - è in grado di fornire una potenza termica a ciascuna residenza pari a 8 kW, di cui circa 6,4 kW vengono prelevati dal terreno per mezzo del campo sonde verticali ed il restante viene soddisfatto tramite l'approvvigionamento elettrico, necessario per il funzionamento della macchina e delle pompe di circolazione.
L'accoppiamento della pompa di calore geotermica (fig. 3) con un sistema di distribuzione radiante a bassa temperatura con pannelli radianti a pavimento (Fig. 4) - realizzazione a cura della ditta B.R.T. di Imola - permette di ottimizzare al massimo l'efficienza del sistema. In estate, si prevede di far funzionare l'impianto in free - cooling, per cui sarà possibile raffrescare gli ambienti utilizzando direttamente il salto termico tra le sonde verticali e l'ambiente esterno, con l'ausilio di un eventuale sistema di deumidificazione.

Il campo sonde (fig. 5-6) è stato realizzato a settembre 2008 dalla ditta Geo-Net ed è composto da due sonde geotermiche verticali (per ogni porzione di bifamigliare) spinte fino alla profondità di 100 metri all'interno dei terreni prevalentemente argillosi delle colline plio-pleistoceniche imolesi.
La costruzione della prima porzione di bifamigliare è terminata nel mese di ottobre '10 con l'avviamento dell'impianto geotermico. La pompa di calore elettrica e' allacciata ad un contatore dedicato con contratto residenziale per usi diversi BTA1 (potenza 1,5 kw) e gode della tariffazione agevolata ai sensi della Delibera Ministeriale n.348 del 2007, allegato B (come modificata dalla delibera n.30 del 2008).
In fase di progettazione sono stati definiti diversi elementi di sperimentazione (fig. 7-8) relativi al campo sonde geotermiche a supporto dell'attivita' di ricerca e sviluppo avviata dall'azienda Geo-Net in collaborazione con l'Universita' degli studi di Bologna e di Urbino:

  • Installazione di sonde geotermiche di diverso diametro (DN 40 e DN 32) e di diverso tipo (circuito a singola U e a doppio U);
  • Misure termofreatimetriche su tutte le sonde installate;
  • Esecuzione di ground response test per la valutazione delle proprietà termiche del terreno e delle sonde geotermiche verticali;
  • Installazione di un sistema di acquisizione, raccolta e visualizzazione dati in tempo reale collegato alla pompa di calore.

Nei primi 50 giorni di funzionamento la porzione di casa bifamigliare ha consumato circa 800 kwh comprensivi di pompe di circolazione lato sonde e lato impianto (costi energetici stimati € 130-140 circa).
Il sistema di monitoraggio sarà attivo on-line tra qualche mese per consentire la 'visita' alla casa geotermica e verificarne il confort e la convenienza.