Imola - Geologia dell'Osservanza
Indagini geologiche a supporto del piano particolareggiato per la riqualificazione urbana dell'area dell'ex-nosocomio di Imola
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Il Complesso Osservanza visto da Google Earth

Il Complesso Osservanza visto da Google Earth

L'assetto geologico sub-superficiale

Nel periodo compreso fra Maggio e Ottobre del 2005 lo staff di GEO-NET ha effettuato lo studio geologico-tecnico sui terreni del Complesso dell’Osservanza di Imola, a supporto del Piano Particolareggiato che prevede la riqualificazione urbanistica dell'ex-Nosocomio.

In virtù della notevole estensione dell'area indagata e di una campagna di indagini mirata ad una caratterizzazione geologica dettagliata del sito, è stato possibile ricostruire un modello del sottosuolo che evidenziasse, nonostante l'apparente omogeneità superficiale dell'area, la presenza di unità geolitologiche differenti e non coeve, frutto della recente storia geologica legata alle azioni deposizionali del Fiume Santerno. In particolare lo studio ha permesso di distinguere, nonostante la morfologia sub-pianeggiante dell'area, ben 3 ordini di terrazzi alluvionali i quali, benché formatisi in tempi differenti, risultatano affiancati l'un, l'altro e solo parzialmente sovrapposti.

La situazione geologico-stratigrafica emersa ha permesso, quindi, di confermare l’intensa dinamicità mostrata dal reticolo idrografico imolese negli ultimi millenni, peraltro già testimoniata dalla notevole documentazione cartografica prodotta negli ultimi secoli, a partire dalla storica carta di Imola attribuita a Leonardo da Vinci.

I risultati di tale studio si sono rivelati fondamentali ai fini della definizione degli aspetti geologico-tecnici dei terreni e quindi di una corretta previsione delle interazione fra gli interventi urbanistici ed edilizi previsti con il sottosuolo.

Infine, un'ultimo importante dato emerso dall'indagine del Complesso dell'Osservanza è legato al rinvenimento del presunto tetto della Formazione delle Sabbie Gialle (ad una profondità di circa 28 metri) che, sotto un profilo prettamente accademico riveste particolare importanza, in quanto rappresenta il passaggio da un ambiente deposizionale marino-costiero ad un ambiente di tipo continentale. Peraltro, tale importante rinvenimento è avvenuto, per una singolare coincidenza, il 28 ottobre 2005, esattamente a cento anni dalla morte di Giuseppe Scarabelli, la cui figura di grande studioso della geologia era ricordata ad Imola, in quei giorni, nei convegni delle Celebrazioni Scarabelliane.